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11/10/2017

LA VIDEOSORVEGLIANZA CHE PROTEGGE L’AMBIENTE

Una volta tanto un sistema di videosorveglianza non viene installato solo per prevenire atti dolosi o criminali ma per salvaguardare il nostro patrimonio naturalistico. E’ il caso del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che già da tempo ha avviato un piano progressivo per il monitoraggio e la tutela dei suoi mari e delle sue terre. Il progetto è stato realizzato grazie alle tecnologie fornite da un’azienda tutta italiana che partecipa a SICUREZZA 2017: la Bettini di Saronno che sarà presente in fiera con i suoi prodotti più innovativi per la videosorveglianza.

Già da tempo il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano si è dotato di un sistema di videosorveglianza che viene continuamente integrato e ampliato a sostegno delle attività di controllo della Capitaneria di Porto. Di recente sono infatti stati aggiunti, alle postazioni esistenti, nuovi avamposti di monitoraggio e nuovi strumenti come ad esempio telecamere termiche per la videoanalisi, al fine di contrastare e prevenire accessi illeciti alle aree protette, attività di pesca di frodo e bracconaggio, illeciti ambientali in genere. Sicurezza e prevenzione del crimine ma non solo. L’apparato installato consente anche attività di monitoraggio e salvaguardia del patrimonio faunistico, nel caso specifico del Falco Pescatore che è stato fatto ritornare nell’Arcipelago, suo habitat d’eccellenza.

L’ampliamento e il potenziamento del sistema di videosorveglianza aveva poi come obiettivo il controllo dei flussi turistici: la verifica degli arrivi delle navi traghetto, il monitoraggio delle aree di sbarco, il conteggio ai fini statistici/amministrativo delle persone, il controllo dei percorsi spesso impervi caratterizzati dalla presenza dei visitatori al fine di preservare e garantirne la sicurezza, la tutela del patrimonio pubblico, delle infrastrutture e delle aree di particolare criticità, il monitoraggio di aree di cui ne è vietato l’accesso, sino all’identificazione a distanza delle imbarcazioni.

A occuparsi dello studio e dello sviluppo del sistema è stata la società Gruppo Simtel di Firenze in collaborazione con la Bettini di Saronno, fornitore delle nuove tecnologie installate. Sulla base delle esigenze espresse sono state scelte postazioni mobili gestibili da remoto ( PTZ ) realizzate in acciaio INOX AISI316L in grado di resistere alle particolari concentrazioni di salsedine che caratterizzano i punti di installazione ( promontori/scogliere )  e dotati di obiettivi Zoom motorizzati con un fattore di ingrandimento tale da permettere il riconoscimento e identificazione ( anche a 1000 mt ) di natanti che si verrebbero a trovare all’interno delle aree protette.

Un accurato studio è stato portato avanti per monitorare dal traliccio di Monte Mario (isola di Giannutri) e automaticamente segnalare alla Capitaneria di Porto l’arrivo in Cala Spalmatoio e Cala Maestra delle navi traghetto.

Per soddisfare le richieste e sfruttando la capillare infrastruttura di rete wireless a disposizione, sono state installate in determinati punti telecamere con risoluzione da 2Mpixel e dotate di un sofisticato sistema di videoanalisi e, cosa non trascurabile, vista la scarsità di illuminazione, di una straordinaria sensibilità (0,04 lux) alla luce. L’esperienza maturata in particolari ambiti di applicazione, e la necessità di garantire un’adeguata protezione delle telecamere agli agenti atmosferici ma allo stesso tempo contenere i costi, ha portato gli sviluppatori del sistema a prendere in considerazione materiali forse meno nobili dell’acciaio INOX AISI 3016L ma con un trattamento superficiale [Xylan ] in grado di contrastare egregiamente la corrosione generata da quella inevitabile interazione tra un’elevata concentrazione di salsedine, vento, temperatura, umidità e non ultimo l’inquinamento (azoto & zolfo).